Non è bastato alla maggioranza il monito del vicepresidente del Csm Nicola Mancino «alla riservatezza degli atti non ufficiali» della Magistratura. Il Pdl, dopo il parere sfavorevole dei giudici sul dl sicurezza per la parte che riguarda la sospensione dei processi ne chiede le dimissioni. «Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino deve trarre le conseguenze di quanto sta succedendo e si deve dimettere. Sarebbe un atto dovuto di elementare sensibilità istituzionale». Così il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, a proposito della fuga di notizie sulla bozza di parere negativo del Consiglio alla norma che blocca i processi, inserita nel decreto sulla sicurezza, considerata come «un’amnistia occulta». Berselli spiega che il problema non è «il merito del parere che è legittimo ed è previsto da una legge dello Stato del 1958» ma «le indiscrezioni che trapelano riportate da tutti i giornali che – precisa Berselli – screditano direttamente il presidente del Csm che è il Capo dello Stato e ha la funzione di promulgare le leggi». Per Berselli «si tratta di un atto di assoluta, gravissima scorrettezza istituzionale verso il Quirinale» dunque. Al presidente della commissione giustizia al Senato, infatti, non basta, dice, apprendere dai giornali che «Nicola Mancino è infuriato per le indiscrezioni» finite sulle stampa.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76617

I messaggi per Ingrid (3)

Giugno 30, 2008

torna all’articolo I sottoscrittori dell’appello pagina precedente pagina successiva Carissimi, mi chiamo Monica Mattana, ho 43 anni e da una vita faccio parte del centrosinistra! Voglio aderire, pienamente all’appello lanciato da voi per Ingrid Betancourt: per gli anni passati, e spero che ciò finisca molto presto, come prigioniera delle Farc in Colombia! È un bellissimo esempio, che molti giovani devono seguire, lottare con la propria vita, per tutto ciò in cui si crede! Spero che tu sia libera molto presto, e che possa non solo vincere in Nobel per la pace, ma soprattutto, il Nobel della vittoria della vita: contro ogni prigione, contro ogni guerra, contro ogni massacro, per il proprio ideale! Aderisco totalmente all’invito: e per qualsiasi iniziativa ci sono e ci sarò sempre. Forza Ingrid, non mollare. Prego e pregherò per la tua liberazione! Monica Mattana Ottima idea!Confermo e sottoscrivo. Mario Menin operaio Aderiamo con entusiasmo alla vostra proposta di proporre Ingrid Betancourt per il Premio Nobel per la Pace, certi l’unione di tante intenzioni e volontà positive possa creare una forza a favore di questa donna eroica e coraggiosa, possa avere il risultato desiderato: la sua liberazione. Carla Fontana e Giancarlo Leone Salviamo Ingrid Betancourt, candidare al Nobel per la Pace questa donna intrepida…..accendere e moltiplicare l’attenzione perché sia restituita alla Libertà ed alla sua famiglia.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76641

Nulla di fatto al Csm sul parere al dl sicurezza. La Sesta Commissione ha rinviato, infatti, alla seduta di domani pomeriggio l’esame del documento. Una decisione che, a quanto si apprende, sarebbe stata dettata da ragioni di opportunità dopo le tensioni dei giorni scorsi legate alle anticipazioni sulla bozza alla quale stavano lavorando i due relatori, in particolare sugli aspetti relativi alla norma sospendi-processi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76542

Giugno 30, 2008

La Commissione europea ha inviato nei giorni scorsi una lettera al governo italiano per chiedere alcuni chiarimenti sulle recenti modifiche apportate alla riforma Gasparri sulle frequenze televisive. Lo afferma Johnatan Todd, portavoce del commissario Ue alla concorrenza, Neelie Kroes. In pratica – ha spiegato il portavoce – si tratta di un questionario fatto di venti domande, tra le quali quella in cui si chiede se siano state adottate misure per porre fine all’autorizzazione di trasmettere in tecnica analogica per quelle reti che non sono titolari di una concessione analogica, vedi Retequattro. Nella lettera inviata dai servizi del commissario Kroes – ha spiegato il portavoce – si ribadisce la necessità di attuare la sentenza della Corte Ue di giustizia che il 31 gennaio scorso ha già condannato Roma, definendo il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive previsto dalla Gasparri «contrario al diritto comunitario», perchè «non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi e trasparenti». Per questo nel questionario inviato a Roma dai servizi della Kroes si chiede di spiegare in maniera dettagliata alcuni aspetti delle modifiche recentemente apportate alla Gasparri. Quelle contenute nell’emendamento sul sistema televisivo inserito nel decreto per l’attuazione degli obblighi comunitari approvato all’inizio di giugno. La Commissione Ue vuole infatti capire se le irregolarità nell’assegnazione delle frequenze sono state sanate o se vi sono ancora norme che violano le regole europee.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76677

Il palazzo di Giustizia di Milano Più di cinquecento persone, per manifestare contro le nuove leggi vergogna volute dal governo di Silvio Berlusconi. Ieri, nel tardo pomeriggio, in una Milano preda del caldo africano, si sono trovate davanti al palazzo di giustizia, dando un nuovo segnale contro quanto si prepara, in materia di giustizia, nel parlamento italiano. Nel mirino dei manifestanti soprattutto le leggi che vogliono limitare l’uso delle intercettazioni e la Schifani bis, o «salva premier», che punta a mettere al riparo Silvio Berlusconi dagli effetti del processo Mills. L’appello era stato lanciato dal «Comitato milanese per la legalità» e dall’esponente del pd meneghino Nando Dalla Chiesa. Al presidio erano presenti anche esponenti di alcuni partiti, come Rifondazione Comunista, Sinistra Europea, Sinistra Democratica, Italia dei Valori, Verdi, Dalla Chiesa ha spiegato che il presidio di ieri «non è una ripetizione di cose già viste, ma una risposta della gente che spinta dall’indignazione civile ha aderito al nostro appello. È stata una bella manifestazione proprio perché artigianale, con cittadini che si sono riconosciuti nello slogan ‘noi facciamo da soli’ ed hanno dato un segno tangibile di impegno, nonostante il giorno feriale ed il gran caldo». Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi, ha detto che «la manifestazione è prima di tutto un’ utile risposta civile alle iniziative del governo che mettono in crisi, per l’ennesima volta, l’amministrazione della giustizia nel nostro paese.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76553

«Quello del ‘buco’ del comune di Roma è una delle più grandi bufale mediatiche costruita per esclusivo motivo politico». Dopo molti giorni di polemiche accese, l´ex sindaco di Roma e leader del Pd Walter Veltroni, interviene su accese ripetute di Alemanno e Berlusconi circa il bilancio lasciato in Campidoglio. «Ho atteso che i fuochi di questa polemica si spegnessero da soli, ma alcuni giorni fa si è varcato il limite con il presidente del Consiglio e senza una risposta dell’amministrazione capitolina in difesa della città», ha detto Veltroni. «Se si vuole attaccare una persona – ha aggiunto Veltroni – allora ero sindaco e oggi capo dell’opposizione, lo facciano pure, ma se si attacca una città alla quale ho dedicato sette anni della mia vita, allora la cosa cambia segno. Non posso accettare che il nome di Roma venga messo in discussione per polemiche politiche costruite su una invenzione pura». Veltroni ha sottolineato che l’ex assessore al Bilancio Marco Causi «si è sforzato di spiegare come stavano le cose. Ma in questo Paese chi urla è più forte rispetto alla concretezza e alla razionalità». «Il debito pubblico non è un buco. È uno stock che si accumula anno dopo anno in relazione ai mutui e ai titoli che l’amministrazione contrae. In Italia è di 1.596,7 miliardi di euro e la quota del Comune di Roma è pari allo 0,43%», ha detto l’ex sindaco di Roma.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76568

Italia sprecona nella relazione sul rendiconto generale dello Stato diffusa dalla Corte dei Conti. A differenza di Germania e Francia, ha ‘disperso’ nella spesa pubblica il bonus di 70 miliardi che aveva risparmiato aderendo all’euro. «L’euro ha consentito al nostro Paese di ridurre il peso della spesa per interessi sul Pil di più di quattro punti (poco meno di 70 miliardi di euro», ha spiegato il relatore della Corte, Fulvio Balsamo. Ma, mentre Germania e Francia hanno ridotto la spesa corrente (rispettivamente di 3,6 punti e di 0,7 punti), «in Italia la spesa corrente primaria e cresciuta di 1,5 punti» e molto più della metà dell’intero bonus dell’euro «è stato disperso in incrementi della spesa pubblica complessiva, anziché per alleggerire il fardello del debito pubblico».

La spesa pubblica italiana va ridotta nei «grandi comparti», con regole rigide che la mantengano «su tassi di incrementi inferiori al tasso di crescita del Pil» altrimenti c’è il rischio di «dover necessariamente rinunciare al progetto di allentare gradualmente la pressione fiscale, il cui anomalo livello non è privo di implicazione negative sullo sviluppo delle attività produttive e sulla allocazione dei fattori della produzione».

Ma la Corte dei conti esprime anche un giudizio positivo sulla «ininterrotta crescita delle entrate finali (soprattutto tributarie)», il cui miglioramento «è sicuramente riconducibile anche al recupero di consistenti basi imponibili tradizionalmente erose, eluse o evase».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76614

Contro la Costituzione

Giugno 28, 2008

Bene hanno fatto il capo dello Stato e il vice presidente del Csm a precisare che al momento non esiste alcun parere dell’organo di autogoverno della magistratura sulla costituzionalità delle norme blocca-processo. La forma ha una sua rilevanza, ma non può alterare la sostanza; e sul piano della sostanza non vi è dubbio che l’aggiunta al decreto sulla sicurezza di una norma blocca-processi presenta profili di incostituzionalità, solleva interrogativi sul ruolo dei presidenti delle Camere, e appare politicamente dirompente.In primo luogo applicandosi solo ai procedimenti prima del 2002, il blocco contrasta con il principio di eguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione discriminando tra ipotesi di reato identiche sulla base della mera data di avvio del relativo procedimento penale. Irragionevole appare in ogni caso il riferimento temporale adottato. Non solo meglio sarebbe stato sospendere quei processi ove la eventuale condanna sarebbe comunque coperta dal recente indulto, ma più logico sarebbe stato semmai accelerare anziché bloccare i processi più datati e quindi più a rischio di prescrizione, ritardando piuttosto i più recenti per i quali la prescrizione è più lontana. Né si dica che, essendo sospesa la prescrizione, la situazione dei processi bloccati non muterebbe. Alla loro ripresa, infatti, molti collegi giudicanti potrebbero dover essere ricostituiti per intervenuti trasferimenti o pensionamenti, con il conseguente ripartire da zero del processo e un altrettanto conseguente garanzia di impunità.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76548

Ventuno giugno, primo giorno d’estate, e per il solstizio druidi e celebranti vari si sono riuniti a Stonehenge, grandioso monumento preistorico in Inghilterra, a celebrare il giorno più lungo dell’anno in quello che è divenuto ormai un appuntamento tradizionale. Suoni di corni hanno festeggiato la nascita del sole del solstizio d’estate quando in Italia erano le 5.58. Peccato che le nuvole, nel cielo inglese, impedissero la visuale.Secondo la polizia circa 28.000 persone hanno compiuto il viaggio fino a Stonehenge; ci sono stati alcuni arresti per furti e ubriachezza molesta. Molte migliaia in più hanno seguito l’evento sul sito web di Stonehenge.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76487

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Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76622