Se il Purgatorio diventa disegno
Luglio 16, 2008
Secondo anno, secondo regno: quello «dove l’umano spirito si purga e di salire al cielo diventa degno». Tocca al Purgatorio trovare luce e colori secondo le rappresentazioni che 33 artisti ne hanno dato, cogliendo l’invito della cooperativa il Raccolto e della Società Umanitaria dove i lavori resteranno esposti fino al 20 luglio. «Il purgatorio ci riporta a visioni meno metafisiche, ma favolesche», spiega Francesco Oppi, presidente de il Raccolto. È lui ad aver inviato, insieme al padre, fin dal 2002, lettere ad artisti italiani e no, con un insolito compitino: un verso di Dante da illustrare. Loro, ricevuta la missiva, si sono armati di pennello e fantasia: mini litografie, disegni, acquerelli. L’avvio della cantica è toccato in sorte a Francesco Correggia, docente di Decorazione a Brera: lui quei colori «d’oriental zaffiro» con cui si apre la seconda parte del viaggio di Dante li ha immaginati a tinte tenui e pennellate dense. Giovanni Mazza, invece, interpreta, dal secondo canto, lo sbarco delle anime: il loro volto quasi stilizzato ben esprime l’ansia e l’attesa di «colui che nove cose assaggia». Per il canto III, quello dell’incontro con Manfredi, figlio di Federico II, è invece il papà del logo della Nutella, Lelo Cremonesi, ad essersi cimentato nella resa della «piaga a sommo l’petto», simbolo del valoroso sacrificio di Manfredi. Dal Canto VI, invece, la politica per una volta resta fuori, ma l’opera di Togo, alias Enzo Migneco, racconta solo dell’abbraccio commovente fra Sordello e Virgilio.
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Berlusconi: «Alitalia sarà italiana e in utile»
Luglio 16, 2008
da MilanoIeri, sulla vicenda Alitalia, una dichiarazione, per il suo peso politico, si è levata su tutte: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ribadito quello che sostiene fin dalla campagna elettorale, quando la strada verso Air France sembrava già imboccata. Ha detto Berlusconi: «Stiamo lavorando affinché Alitalia possa tornare a essere competitiva: una soluzione che ci consenta di continuare ad avere una compagnia di bandiera solida, che non faccia perdite ma utili». Una semplice «ricognizione», ma importante visto che gli strumenti per raggiungere l’obiettivo non sono ancora noti. L’ex ministro dell’Industria, Pierluigi Bersani, dall’opposizione ha commentato: «La verità è che nessuno ormai sa più che pesci prendere e come salvare la faccia».Che il risanamento di Alitalia passi anche da un’amministrazione straordinaria basata su nuove regole, ormai è un fatto assodato. Anche ieri il ministro dello Sviluppo ecoinomico, Claudio Scajola, vi ha fatto riferimento, mostrando la disponibilità del governo a intervenire con delle modifiche alla legge Marzano per le grandi aziende in crisi. Proprio questo sarà uno dei cardini della vicenda, e si sa che esistono intensi contatti, su questo tema, tra ministero e manager di Intesa Sanpaolo, l’advisor di Alitalia. Visto che non sembra esserci alternativa alla suddivisione in «good» e «bad» company, il problema è come ritagliare il perimetro delle due entità; la seconda – nella quale convergeranno le attività non economiche – potrebbe essere affidata a un commissario, che avrebbe a quel punto mano libera di licenziare.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276399
La maledizione del Festino
Luglio 16, 2008
«Viva Palermo e Santa Rosalia», il classico grido bene augurante che la notte del 14 luglio il sindaco urla porgendo alla Santa patrona della città il tradizionale omaggio floreale, per la città è sacro. Equivale alla liquefazione del sangue di San Gennaro per i napoletani. E quando manca, non è buon segno. Anzi, è una maledizione. Era accaduto nel 2002, quando si ruppe il carro. Ed è accaduto lunedì sera, edizione 384 del Festino. Il motivo? Il sindaco Diego Cammarata è stato costretto a disertare il corteo a causa della protesta di un gruppo di senza casa. «Me ne sono andato per evitare strumentalizzazioni», ha spiegato. Ma i palermitani non l’hanno presa bene. Su certe tradizioni non si scherza. E la polemica infuria.
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Gm all’ultima spiaggia: risparmi per 10 miliardi
Luglio 16, 2008
da MilanoGeneral Motors è all’ultima spiaggia. Ieri il presidente Rick Wagoner ha esposto l’ennesima ricetta per far fronte a una situazione che, negli Stati Uniti, è diventata drammatica: una serie di misure che dovranno portare a risparmi per 10 miliardi di dollari entro il 2009, inclusa la sospensione del pagamento della cedola sulle azioni ordinarie. Attraverso la vendita di asset (il marchio Hummer) e iniziative finanziarie, Wagoner conta di raccogliere ulteriore liquidità tra 4 e 7 miliardi.L’impennata della benzina insieme con la congiuntura negativa hanno messo in ginocchio i colossi Usa, costringendo il settore a sterzare bruscamente in direzione di nuove strategie: stop, dunque, ai grossi Suv e orientamento verso una produzione più compatibile con i nuovi scenari. Ecco, però, il rovescio della medaglia: mentre Gm, Ford e Chrysler (ma anche le altre aziende che producono 4×4 negli Usa, come Toyota) sono dovute correre velocemente ai ripari, c’è chi approfitta del dollaro ai minimi termini per aprire Oltreoceano uno stabilimento. È il caso di Volkswagen che sulla scia di un euro fortissimo ha annunciato, proprio ieri, di voler investire 620 milioni in un nuovo impianto a Chattanooga, nel Tennessee. Lo stabilimento, che sarà operativo nel 2011, produrrà 150mila veicoli l’anno. Il gruppo di Wolfsburg, che ha programmi ambiziosi (vendere negli States 800mila auto entro il 2018), si unisce in questo modo alle rivali Mercedes e Bmw che da anni producono in Usa, con l’intenzione di aumentare – viste le circostanze di cambio favorevoli – le rispettive capacità.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276396
(…) Una provocazione ispirata al buonismo che sta praticando la giunta comunale guidata dal sindaco Marta Vincenti. Un atteggiamento tanto politicamente corretto da creare qualche sospetto. E infatti quando mi siedo sui gradini davanti al portone di Tursi, senza creare fastidio o clamore, scatta la difesa dell’«orticello comunale» dove le erbacce, diseredati, rom o accattoni, devono essere tenuti a distanza per non rovinare l’immagine della città. Nell’androne ci sono due carabinieri, fuori sono parcheggiate due auto della polizia municipale. Io resto seduto, sotto il sole cocente delle 13, tranquillo con il mio sacchetto di plastica in una mano e nell’altra il cartello che metto in bella vista, a favore dei passanti che lanciano occhiate incuriosite, ma anche dell’obiettivo del collega che mi sta fotografando poco distante. Dopo una manciata di minuti arriva un graduato della polizia municipale con tanto di casco coloniale d’ordinanza. L’approccio sembra quasi incidentale, ma non lo è. Come se stesse parlando con un altro mi intima di spostarmi. Evidentemente mi ha scambiato per un rom o un sinti, gli zingari di origine italiana. Chiedo perché e, pacatamente, faccio notare che non sto dando fastidio a nessuno. A quel punto il vigile mi punta addosso gli occhi e cambia registro: «Qui non si può stare. E basta. Si sposti un po’ più in là, dove può fare quello che vuole. Qui no». Non mollo, insisto e non mi sposto di un millimetro.
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«Nessun allarme, sono casi isolati»
Luglio 16, 2008
Nessun nesso causale tra i tre casi di meningite riscontrati in cinque giorni in Brianza, ma le strutture sono state allertate e la macchina della profilassi è attiva sin da subito. Non è la prima volta che il responsabile della Asl 3 si trova a far fronte all’emergenza. «Si tratta di casi fulminanti – commenta Pietrogino Pezzano – davanti ai quali la medicina si ferma. Esiste una procedura standard che abbiamo attivato immediatamente sia dal punto di vista delle persone colpite direttamente sia da quello della profilassi sulle persone che sono venute in contatto con le persone colpite. Non esiste un collegamento diretto tra i tre casi e ciò rende più complicato agire, probabilmente il clima caldo umido di questi giorni ha favorito il diffondersi della meningite. Comunque, non esiste nessuna meningite perché la situazione è perfettamente sotto controllo. In ogni caso la popolazione è invitata per chiarire ogni dubbio rivolgendosi al proprio medico di fiducia contattando il numero verde 800.276.775».
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Bimba uccisa sulle strisce: da un motociclista
Luglio 16, 2008
È morta, dopo appena venti minuti di agonia, una bambina di otto anni investita a Milano sulle strisce pedonali da una moto di grossa cilindrata il cui conducente le ha subito prestato soccorso. L’incidente è avvenuto poco prima delle 19 in via dei Missaglia, in zona Gratosoglio, periferia sud del capoluogolombardo. La piccola, Margherita, era in compagnia del nonno e del fratello gemello, rimasti illesi. La bambina stava attraversando la strada sulle strisce pedonali.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276450
Governo, Berlusconi: “C’è grandissima unità”
Luglio 7, 2008
Tokio – Nel grande salone dell’ambasciata italiana a Tokio, Berlusconi si presenta ai giornalisti con qualche minuto di ritardo. Colpa soprattutto delle notizie che arrivano dall’Italia e di una lettura dei giornali al fotofinish a causa dell’abbondante fuso orario. Davanti all’immensa vetrata che dà su uno dei giardini privati più suggestivi della capitale nipponica, dunque, il premier è costretto ancora una volta a tornare sulle critiche di Bossi che rimbalzano dall’Italia. Parole che il Cavaliere non gradisce affatto, se più d’una volta in privato spiega che «a volte Umberto sembra non rendersi conto delle conseguenze di ciò che dice». Un concetto, questo, che aveva ripetuto anche venerdì, giorno del suo arrivo a Tokio, in una telefonata con Calderoli. Perché, per usare le parole di Napoli, «non basta che il governo sia unito ma è fondamentale che dia anche l’impressione di esserlo».
Così, quando la questione Lega fa capolino durante l’incontro con i giornalisti, Berlusconi sceglie la via della prudenza e taglia corto sul pronostico infausto del Senatùr («così il governo non dura»). «Ogni tanto – dice il premier – Umberto ama divertirsi. La verità è che in questo esecutivo c’è grandissima unità». Un modo elegante per archiviare la questione, almeno fino alla prossima uscita di Bossi che, pur non avendo particolari remore sulle norme «sospendi-processi» ed essendo persino favorevole al Lodo Alfano, sta tirando la corda per avere certezze sul federalismo fiscale.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274231
GIALLO milanese
Luglio 6, 2008
S ono le due del mattino e mi trovo in un cunicolo traboccante di materiale marcescente, infestato da ragni grossi come tacchini a non so quanti metri sotto Milano. Stiamo avanzando verso chissà dove. La mia guida, pochi metri davanti a me, sta strisciando metro dopo metro lungo una galleria immersa nel buio. Roba vecchia di secoli. Io e suo fratello gli stiamo dietro confidando nel suo senso dell’orientamento.All’inizio la proposta di Gianluca Padovan mi suonò come pure follia, ma anche come l’occasione per dare uno schiaffo alla stagnante quanto ammorbante routine della vita di tutti i giorni. «Credo di aver ritrovato l’Ultima Cena più antica che esista a Milano» mi aveva detto al telefono. Gianluca Padovan, classe 1959, era il presidente dell’Associazione Speleologia Cavità Artificiali di Milano, un manipolo di appassionati speleologi che non si erano ancora arresi alla logica della Milano da bere o peggio da cementificare. Il loro credo era esplorare, documentare e preservare il patrimonio sotterraneo milanese. Anche a costo di beccarsi una denuncia.Avevo fatto la loro conoscenza in commissariato durante uno di quegli spiacevoli malintesi che a volte si creano con le forze dell’ordine che tra l’altro l’ordine lo mantengono a fatica. Il sottoscritto, Leonardo Fiorentini, mercante d’arte milanese, con un’insolita tendenza a cacciarsi nei guai, era appena stato fermato per porto abusivo d’arma. Tra una vendita di un quadro e un articolo per il Secolo d’Italia, trovavo il tempo per improvvisarmi investigatore privato.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274152