Caro Direttore, innanzitutto grazie per aver dato vita all’indispensabile dibattito sul futuro del Pdl e sulle relative alleanze. Un momento di confronto del quale sicuramente abbiamo bisogno e al quale mi permetto di aggiungere alcune riflessioni. La nascita di un Pdl locale è un evento naturale ed ineluttabile. Lo vuole (e lo ha già attuato con la grande vittoria alle politiche) il vertice ed è atteso quantomeno dal 2006 dal nostro elettorato. I tempi sono però già troppo ristretti, se vogliamo vincere le regionali del 2010. Aspettare l’arrivo dei Coordinatori Nazionali Verdini e La Russa sarebbe un grave errore, perché ritarderebbe ulteriormente la formazione di un nostro programma che può scaturire solo dopo e non prima della nascita ufficiale del Pdl ligure. Ha fatto bene quindi l’on. Scajola ad aprire un confronto immediato con i responsabili regionali Sandroglio e Minasso. L’auspicio è di avere, in tempi brevissimi, l’unificazione dell’organizzazione interna e dei gruppi consiliari in Regione, Comuni e Municipi, superando questo momento di confusione di ruoli e di piccole polemiche. Poi potremo dedicarci alla realizzazione di un Programma molto coraggioso, sintesi dei progetti e dei Valori di tutte le componenti del Pdl, e con l’apporto di tutti gli eletti negli enti locali che tenga conto delle aspettative dei Liguri; non avendo comunque paura di dire che con i quotidiani disastri della giunta Burlando siamo arrivati ad un passo dal baratro.

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Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud, Isole. Tante scuole. Non una sola, come direbbe forse l’istinto, come gridano le polemiche di questi giorni dopo le affermazioni del ministro Gelmini. I numeri raccontano le realtà diverse dell’Italia, calcolano le medie, le mettono a confronto e il risultato è chiaro: al Sud e nelle isole un ragazzo su quattro abbandona la scuola appena ha ottenuto la licenza media. Un record: la media europea è del 15 per cento, quella italiana sale già al 20, ma nel meridione il dato è ancora più pesante, 25 per cento.È la zona del paese più lontana dall’Europa; il Nord Ovest supera la media di poco, con un tasso di abbandono del 18 per cento, il Nord Est si allinea al 15 per cento, il Centro è di poco sotto. Lo studio di Bankitalia sull’economia delle regioni italiane del 2007 parla di un divario difficile da colmare: negli ultimi anni i ragazzi italiani che hanno lasciato la scuola subito dopo le medie sono diminuiti, ma la tendenza al ribasso non è sufficiente, almeno per il Mezzogiorno. L’agenda di Lisbona fissa l’obiettivo del dieci per cento: una percentuale che sembra irraggiungibile. E la distanza si misura anche su un altro fronte, quello del livello d’istruzione. Perché, al di là degli slogan, i numeri ancora una volta spiattellano differenze abissali, quelle calcolate dagli studi Ocse Pisa sulle capacità degli alunni in matematica, scienza e lettura e che vedono gli italiani ai piani bassi della classifica, con situazioni opposte nelle diverse regioni: nel Nord Est gli studenti superano la media europea, al Sud se ne allontanano di circa 70 punti.

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La Cina frena il rame

Agosto 27, 2008

Rame al palo con i prezzi inchiodati a 7.500 dollari per tonnellata, ma non esclude una discesa verso quota 7mila dollari. Uno scenario plausibile se dovessero realizzarsi le previsioni che danno il Pil cinese 2008 sotto il 10%.Tra i preziosi, oro in rialzo a 827 dollari l’oncia. Petrolio di nuovo sopra quota 115 dollari al barile.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286056

Sharif con la BhuttoAsif Ali Zardari, vedovo dell’ex permier Benazir Bhutto, si è ufficialmente candidato alla presidenza della Repubblica per succedere al generale Pervez Musharraf, che si è dimesso lunedì. Il vedovo di Benazir Bhutto, che insieme al figlio Bilawal guida il partito che fu della moglie e del suocero, ha accettato di essere il candidato del Ppp alle elezioni presidenziali del prossimo 6 settembre. Zardari ha sciolto le riserve che aveva annunciato venerdì quando l’esecutivo del suo partito lo aveva designato all’unanimità alla candidatura. Il vedovo della Bhutto si era preso 24 ore di tempo per decidere. Il suo principale alleato Nawaz Sharif aveva annunciato che nè lui nè alcun altro membro del partito che guida, la Lega musulmana pachistana-N (Pml-N) si sarebbe candidato alla presidenza. Secondo l’agenda elettorale preparata, il 26 agosto saranno presentate le candidature, il 28 sarà resa pubblica la lista dei candidati che avranno due giorni di tempo per ritirarsi. Il 6 settembre, dalle 10.00 ora pachistana (le 7.00 Italia), nell’aula del parlamento di Islamabad, l’Assemblea Nazionale (la camera bassa) e il Senato (che rappresenta le regioni) si riuniranno per votare il successore dell’ex generale Pervez Musharraf, dimessosi lunedì. Secondo la Costituzione pachistana, il nuovo capo dello Stato viene eletto dalle due assemblee parlamentari riunite in Congresso e dalla quattro assemblee provinciali.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78306

La vita è piena di segnali che noi non vogliamo vedere. Vale per le persone come per le civiltà. Ieri sarebbe dovuto arrivare nelle librerie degli Stati Uniti un romanzo di Sherry Jones, The Jewel of Medina, ma l’editore Random House, uno dei più grandi del mondo, ne ha bloccato l’uscita, nonostante fosse già organizzata una tournée promozionale.

Motivo del gesto (al netto dell’ipotesi che l’editore abbia scelleratamente tentato di procurarsi una campagna marketing gratis lanciando all’Islam messaggi irresponsabili): scongiurare eventuali ritorsioni terroristiche islamiche contro Sherry Jones, i redattori della casa editrice, i librai. Il romanzo, infatti, è imperniato sulla vita di Aisha, terza moglie di Maometto e «prediletta» del suo harem. Primo particolare: quando i due si sposarono, lui aveva 50 anni, lei 9. Secondo particolare: stando all’autrice, il profeta morì in una situazione piuttosto scabrosa, cioè «col capo appoggiato sopra il seno di Aisha». Ce n’è quanto basta. Il vicedirettore editoriale Thomas Perry decide di dare in lettura il manoscritto a un team di studiosi, tra cui Denise Spellberg, che insegna civiltà mediorientale all’università del Texas e che riassume The Jewel of Medina così: «Un romanzo porno soft. Una favola inventata, infarcita senza ritegno di sesso, intrighi, lussuria».

A questo punto Thomas Perry comincia a guardare il libro con gli occhi di un musulmano osservante e magari, perché no, anche con quelli di un musulmano estremista, e a muoversi nervosamente sulla sua poltrona di pelle nel quartier generale della Random House, ventesimo piano vista Broadway.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282971

Il conto alla rovescia è terminato questa mattina all’alba: le forze armate hanno iniziato la loro azione di vigilanza su alcuni dei luoghi più delicati della capitale. In questa prima fase i soldati saranno in tutto 400, ma già a partire dalle prossime settimane raggiungeranno quota 1.060. Il loro compito sarà quello di pattugliare le aree vicine e controllare stazioni, ambasciate e il Cpt di Ponte Galeria. Come ribadito dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, tutti i militari scelti per questa attività «sono persone che hanno svolto compiti un po’ più complicati, per esempio quello di polizia nelle missioni all’estero».A Roma opereranno i Lancieri di Montebello, la Folgore e i Granatieri di Sardegna. A loro spetterà l’ulteriore responsabilità di coordinare l’intera operazione. Tutti i militari saranno armati e muniti di mitragliatore. Saranno circa dieci le stazioni della metropolitana presidiate. In particolare è prevista la presenza del personale dell’esercito alle fermate di Mattia Battistini, La Storta, Saxa Rubra, Labaro, Tor di Quinto, Ostia e Acilia. In alcuni casi verranno controllate anche le aree di parcheggio esterne alle fermate, come ad Anagnina (linea A della metro) e a Ponte Mammolo (linea B) dove appena sabato due giovani fidanzati sono stati aggrediti da una banda di romeni che ha tentato di rapinarli. Previsti presidi anche presso le ambasciate, in zone a ridosso del centro.

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Ha la pelle d’oca Luigi Grillanda, compagno di stanza dell’anziano che si è svegliato ieri mattina nel reparto di Medicina dell’ospedale di Voltri ricoperto di formiche. «Erano dappertutto, sul suo letto e su tutto il suo corpo – racconta con raccapriccio -, pover’uomo… quel signore era pieno di formiche che gli camminavano sulle gambe e sulle braccia, anche sulle piaghe». Il rapporto dei militari del Nas parla di «alcune formiche morte nel materasso e altre vive sul copriletto», racconta Renata Canini direttrice della Asl 3. E l’intervento di disinfestazione era stato prontamente ordinato già alcuni giorni fa dalla dottoressa Fiorella Bagnasco, che dirige il San Carlo. Ma non è stato sufficiente. «È stato un episodio disdicevole, ma che non ha comunque portato rischi per la salute del degente», dice la Canini. E aggiunge: «Naturalmente sono state eseguite subito tutte le procedure per eliminare il problema e i pazienti sono stati subito spostati dalla stanza infestata». È incomprensibile l’accanimento degli insetti verso l’anziano. «Io ero di fronte a lui e avevo sul comodino un vassoio di canestrelli profumati di burro – racconta ancora Grillanda – ma non ne ho visto mezza…». Il reparto di Medicina è ben tenuto e di recente, un mese fa, sono stati completati i lavori di rifacimento dei servizi igienici.ALTRO SERVIZIO A PAGINA 14

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