Nasarudin tewas ditembak peluru oleh dua pengendara sepeda motor usai dia bermain golf di lapangan Perumahan Modernland, Kota Tangerang.Sejak Jumat (30/4), para wartawan sudah menunggu Antasari di sekitar rumahnya di Serpong untuk meminta klarifikasi, tapi tidak berhasil karena tidak diperkenankan masuk oleh petugas pengamanan perumahan itu.

Girsang memastikan memberikan keterangan pers itu dilakukan di depan rumah Antasari di jalan Gunung Merbabu Blok A-11 No.13, Kompleks Giriloka II Bumi Serpong Damai, Tangerang.

(*) COPYRIGHT Komentar Pembaca 03/05/09 10:46 kayaknya ketua-ketua kpk yang lain perlu di test kelayakannya Emil03/05/09 10:54 tiada maaf bagimu.

Fonte:
http://www.antara.co.id/arc/2009/5/3/antasari-azhar-tunda-bicara

Nell’affrontare la vicenda Alitalia, il ministro Tremonti ha commesso un grave errore, concettuale e politico, emerso chiaramente ieri con la rottura delle trattative e il sostanziale ritiro della Cai, motivato dal rifiuto dei sindacati di accettare un piano “prendere o lasciare” dai pesantissimi costi occupazionali. Tuttavia, il disastro che si sta consumando ci racconta molto più degli episodi di una singola vicenda, sia pur costellata di responsabilità individuali e collettive che è giusto analizzare. Ci racconta il frutto dell’Italia descritta dal nostro direttore nel suo editoriale d’esordio, un’Italia in cui il senso di un destino comune, condiviso da tutti indipendentemente dalla propria condizione sociale, economica, familiare, è assente. La vicenda Alitalia ha il merito perlomeno di mostrare quale sia la conseguenza del costante prevalere di interessi settoriali e di corporazione, in una società dove i difetti degli altri sono sempre la causa ultima del problema specifico, dove le piccole e grandi rendite sono rimaste l’unica cosa per la quale val la pena battersi. La conseguenza è il fallimento. A mio parere, il miglior simbolo della giornata di ieri è la foto che ha campeggiato a lungo sul sito de l’Unità, una elegante hostess con un cartello: «precaria da otto anni, scado il 31 ottobre, esubero non conteggiato». Molti dettagli attorno al piano Alitalia sono rimasti non chiariti, ma tra i tanti quello del numero dei lavoratori con contratto a termine che non fanno parte di alcun piano occupazionale, e che spesso non accedono ad alcun ammortizzatore sociale, è il più significativo perché individua chi, in questa Italia, sta pagando il prezzo più alto.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78957

Secondo anno, secondo regno: quello «dove l’umano spirito si purga e di salire al cielo diventa degno». Tocca al Purgatorio trovare luce e colori secondo le rappresentazioni che 33 artisti ne hanno dato, cogliendo l’invito della cooperativa il Raccolto e della Società Umanitaria dove i lavori resteranno esposti fino al 20 luglio. «Il purgatorio ci riporta a visioni meno metafisiche, ma favolesche», spiega Francesco Oppi, presidente de il Raccolto. È lui ad aver inviato, insieme al padre, fin dal 2002, lettere ad artisti italiani e no, con un insolito compitino: un verso di Dante da illustrare. Loro, ricevuta la missiva, si sono armati di pennello e fantasia: mini litografie, disegni, acquerelli. L’avvio della cantica è toccato in sorte a Francesco Correggia, docente di Decorazione a Brera: lui quei colori «d’oriental zaffiro» con cui si apre la seconda parte del viaggio di Dante li ha immaginati a tinte tenui e pennellate dense. Giovanni Mazza, invece, interpreta, dal secondo canto, lo sbarco delle anime: il loro volto quasi stilizzato ben esprime l’ansia e l’attesa di «colui che nove cose assaggia». Per il canto III, quello dell’incontro con Manfredi, figlio di Federico II, è invece il papà del logo della Nutella, Lelo Cremonesi, ad essersi cimentato nella resa della «piaga a sommo l’petto», simbolo del valoroso sacrificio di Manfredi. Dal Canto VI, invece, la politica per una volta resta fuori, ma l’opera di Togo, alias Enzo Migneco, racconta solo dell’abbraccio commovente fra Sordello e Virgilio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276481

da MilanoIeri, sulla vicenda Alitalia, una dichiarazione, per il suo peso politico, si è levata su tutte: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ribadito quello che sostiene fin dalla campagna elettorale, quando la strada verso Air France sembrava già imboccata. Ha detto Berlusconi: «Stiamo lavorando affinché Alitalia possa tornare a essere competitiva: una soluzione che ci consenta di continuare ad avere una compagnia di bandiera solida, che non faccia perdite ma utili». Una semplice «ricognizione», ma importante visto che gli strumenti per raggiungere l’obiettivo non sono ancora noti. L’ex ministro dell’Industria, Pierluigi Bersani, dall’opposizione ha commentato: «La verità è che nessuno ormai sa più che pesci prendere e come salvare la faccia».Che il risanamento di Alitalia passi anche da un’amministrazione straordinaria basata su nuove regole, ormai è un fatto assodato. Anche ieri il ministro dello Sviluppo ecoinomico, Claudio Scajola, vi ha fatto riferimento, mostrando la disponibilità del governo a intervenire con delle modifiche alla legge Marzano per le grandi aziende in crisi. Proprio questo sarà uno dei cardini della vicenda, e si sa che esistono intensi contatti, su questo tema, tra ministero e manager di Intesa Sanpaolo, l’advisor di Alitalia. Visto che non sembra esserci alternativa alla suddivisione in «good» e «bad» company, il problema è come ritagliare il perimetro delle due entità; la seconda – nella quale convergeranno le attività non economiche – potrebbe essere affidata a un commissario, che avrebbe a quel punto mano libera di licenziare.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276399