Sindacati nuovamente in ordine sparso sullo sciopero nazionale della scuola, fissato unitariamente per il 30 ottobre qualche giorno fa. Dopo che domenica la Cisl ha ‘aperto’ al governo purchè i sindacati vengano convocati in un tavolo con gli enti locali per discutere della riforma targata Gelmini, anche la Uil di Angeletti si dice pronta a revocare lo sciopero. «Abbiamo proclamato gli scioperi nella scuola e nel pubblico impiego per motivi puramente sindacali. E voglio ribadire che riguardano i rinnovi dei contratti di lavoro. Ovviamente se il governo ci chiamasse, ci convocasse e trovassimo anche una soluzione, gli scioperi non si fanno per il piacere di farli, li potremmo revocare facilmente». Il segretario della Uil poi dà anche giudizi positivi della riforma Gelmini. Sulle critiche alla sua riforma spiega: «Parlando di sindacato è bene parlare al plurale. Per quanto ci riguarda noi non contestiamo anzi siamo favorevoli all’introduzione del voto in condotta, del voto nelle materie e anche ai grembiulini. Pensiamo che anche la questione del maestro unico si possa risolvere in maniera intelligente, cioè articolando l’offerta d’insegnamento, mettendo insegnanti d’inglese e di informatica e ovviamente trovando della soluzioni per gli insegnanti, per i maestri per esempio ampliando il tempo pieno nelle scuole». Intanto alle 17 a Roma sit-in davanti al Senato «per fermare Tremonti-Gelmini» e il 17 ottobre sciopero dei lavoratori della scuola.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79913

Sharif con la BhuttoAsif Ali Zardari, vedovo dell’ex permier Benazir Bhutto, si è ufficialmente candidato alla presidenza della Repubblica per succedere al generale Pervez Musharraf, che si è dimesso lunedì. Il vedovo di Benazir Bhutto, che insieme al figlio Bilawal guida il partito che fu della moglie e del suocero, ha accettato di essere il candidato del Ppp alle elezioni presidenziali del prossimo 6 settembre. Zardari ha sciolto le riserve che aveva annunciato venerdì quando l’esecutivo del suo partito lo aveva designato all’unanimità alla candidatura. Il vedovo della Bhutto si era preso 24 ore di tempo per decidere. Il suo principale alleato Nawaz Sharif aveva annunciato che nè lui nè alcun altro membro del partito che guida, la Lega musulmana pachistana-N (Pml-N) si sarebbe candidato alla presidenza. Secondo l’agenda elettorale preparata, il 26 agosto saranno presentate le candidature, il 28 sarà resa pubblica la lista dei candidati che avranno due giorni di tempo per ritirarsi. Il 6 settembre, dalle 10.00 ora pachistana (le 7.00 Italia), nell’aula del parlamento di Islamabad, l’Assemblea Nazionale (la camera bassa) e il Senato (che rappresenta le regioni) si riuniranno per votare il successore dell’ex generale Pervez Musharraf, dimessosi lunedì. Secondo la Costituzione pachistana, il nuovo capo dello Stato viene eletto dalle due assemblee parlamentari riunite in Congresso e dalla quattro assemblee provinciali.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78306

GIALLO milanese

Luglio 6, 2008

S ono le due del mattino e mi trovo in un cunicolo traboccante di materiale marcescente, infestato da ragni grossi come tacchini a non so quanti metri sotto Milano. Stiamo avanzando verso chissà dove. La mia guida, pochi metri davanti a me, sta strisciando metro dopo metro lungo una galleria immersa nel buio. Roba vecchia di secoli. Io e suo fratello gli stiamo dietro confidando nel suo senso dell’orientamento.All’inizio la proposta di Gianluca Padovan mi suonò come pure follia, ma anche come l’occasione per dare uno schiaffo alla stagnante quanto ammorbante routine della vita di tutti i giorni. «Credo di aver ritrovato l’Ultima Cena più antica che esista a Milano» mi aveva detto al telefono. Gianluca Padovan, classe 1959, era il presidente dell’Associazione Speleologia Cavità Artificiali di Milano, un manipolo di appassionati speleologi che non si erano ancora arresi alla logica della Milano da bere o peggio da cementificare. Il loro credo era esplorare, documentare e preservare il patrimonio sotterraneo milanese. Anche a costo di beccarsi una denuncia.Avevo fatto la loro conoscenza in commissariato durante uno di quegli spiacevoli malintesi che a volte si creano con le forze dell’ordine che tra l’altro l’ordine lo mantengono a fatica. Il sottoscritto, Leonardo Fiorentini, mercante d’arte milanese, con un’insolita tendenza a cacciarsi nei guai, era appena stato fermato per porto abusivo d’arma. Tra una vendita di un quadro e un articolo per il Secolo d’Italia, trovavo il tempo per improvvisarmi investigatore privato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274152