Gli Usa indossano il burqa della paura
agosto 13, 2008
La vita è piena di segnali che noi non vogliamo vedere. Vale per le persone come per le civiltà. Ieri sarebbe dovuto arrivare nelle librerie degli Stati Uniti un romanzo di Sherry Jones, The Jewel of Medina, ma l’editore Random House, uno dei più grandi del mondo, ne ha bloccato l’uscita, nonostante fosse già organizzata una tournée promozionale.
Motivo del gesto (al netto dell’ipotesi che l’editore abbia scelleratamente tentato di procurarsi una campagna marketing gratis lanciando all’Islam messaggi irresponsabili): scongiurare eventuali ritorsioni terroristiche islamiche contro Sherry Jones, i redattori della casa editrice, i librai. Il romanzo, infatti, è imperniato sulla vita di Aisha, terza moglie di Maometto e «prediletta» del suo harem. Primo particolare: quando i due si sposarono, lui aveva 50 anni, lei 9. Secondo particolare: stando all’autrice, il profeta morì in una situazione piuttosto scabrosa, cioè «col capo appoggiato sopra il seno di Aisha». Ce n’è quanto basta. Il vicedirettore editoriale Thomas Perry decide di dare in lettura il manoscritto a un team di studiosi, tra cui Denise Spellberg, che insegna civiltà mediorientale all’università del Texas e che riassume The Jewel of Medina così: «Un romanzo porno soft. Una favola inventata, infarcita senza ritegno di sesso, intrighi, lussuria».
A questo punto Thomas Perry comincia a guardare il libro con gli occhi di un musulmano osservante e magari, perché no, anche con quelli di un musulmano estremista, e a muoversi nervosamente sulla sua poltrona di pelle nel quartier generale della Random House, ventesimo piano vista Broadway.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282971