GRANDE FINANZA E RICATTI
Settembre 18, 2009
Peggio sono andate le cose per le imprese industriali e commerciali, che sono state, specie quelle minori, abbandonate al loro destino, e il risultato si è visto rapidamente, in termini di un crollo del commercio internazionale senza precedenti e un aumento gigantesco della disoccupazione, in tutti i paesi.
Per il rifiorire, artificialmente provocato, dei bilanci delle istituzioni finanziarie, alle quali è stato scandalosamente permesso persino di mostrare utili e di distribuire dividendi e prebende ai manager, si è messa all’ordine del giorno mondiale la cosiddetta exit strategy, un piano di uscita dall’emergenza e di risanamento dei bilanci pubblici, sui quali si è abbattuto il peso del risanamento della finanza privata e del crollo delle entrate tributarie indotto dalla crisi economica.
Il governo tedesco, mentre deplora la dissolutezza finanziaria angloamericana, mantiene la barra in direzione della generosità monetaria e fiscale, in una situazione di bilancio federale che farebbe rizzare i capelli in capo a intere generazioni di ministri del tesoro tedeschi: stando a una stima della commissione Ue, il debito pubblico di Berlino nel giro di un decennio salirà 200% del Pil se non cambierà l’attuale politica economica.
Il ricatto della grande finanza al presidente della Fed e al presidente degli Stati Uniti, continua indisturbato da qualsiasi tentativo di riforma volto a spezzare il cerchio di ferro che stringe le azioni di politica economica e le riduce a fomentare una continua espansione.
Fonte:
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=783228
Caro Direttore, innanzitutto grazie per aver dato vita all’indispensabile dibattito sul futuro del Pdl e sulle relative alleanze. Un momento di confronto del quale sicuramente abbiamo bisogno e al quale mi permetto di aggiungere alcune riflessioni. La nascita di un Pdl locale è un evento naturale ed ineluttabile. Lo vuole (e lo ha già attuato con la grande vittoria alle politiche) il vertice ed è atteso quantomeno dal 2006 dal nostro elettorato. I tempi sono però già troppo ristretti, se vogliamo vincere le regionali del 2010. Aspettare l’arrivo dei Coordinatori Nazionali Verdini e La Russa sarebbe un grave errore, perché ritarderebbe ulteriormente la formazione di un nostro programma che può scaturire solo dopo e non prima della nascita ufficiale del Pdl ligure. Ha fatto bene quindi l’on. Scajola ad aprire un confronto immediato con i responsabili regionali Sandroglio e Minasso. L’auspicio è di avere, in tempi brevissimi, l’unificazione dell’organizzazione interna e dei gruppi consiliari in Regione, Comuni e Municipi, superando questo momento di confusione di ruoli e di piccole polemiche. Poi potremo dedicarci alla realizzazione di un Programma molto coraggioso, sintesi dei progetti e dei Valori di tutte le componenti del Pdl, e con l’apporto di tutti gli eletti negli enti locali che tenga conto delle aspettative dei Liguri; non avendo comunque paura di dire che con i quotidiani disastri della giunta Burlando siamo arrivati ad un passo dal baratro.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286157
Gm all’ultima spiaggia: risparmi per 10 miliardi
Luglio 16, 2008
da MilanoGeneral Motors è all’ultima spiaggia. Ieri il presidente Rick Wagoner ha esposto l’ennesima ricetta per far fronte a una situazione che, negli Stati Uniti, è diventata drammatica: una serie di misure che dovranno portare a risparmi per 10 miliardi di dollari entro il 2009, inclusa la sospensione del pagamento della cedola sulle azioni ordinarie. Attraverso la vendita di asset (il marchio Hummer) e iniziative finanziarie, Wagoner conta di raccogliere ulteriore liquidità tra 4 e 7 miliardi.L’impennata della benzina insieme con la congiuntura negativa hanno messo in ginocchio i colossi Usa, costringendo il settore a sterzare bruscamente in direzione di nuove strategie: stop, dunque, ai grossi Suv e orientamento verso una produzione più compatibile con i nuovi scenari. Ecco, però, il rovescio della medaglia: mentre Gm, Ford e Chrysler (ma anche le altre aziende che producono 4×4 negli Usa, come Toyota) sono dovute correre velocemente ai ripari, c’è chi approfitta del dollaro ai minimi termini per aprire Oltreoceano uno stabilimento. È il caso di Volkswagen che sulla scia di un euro fortissimo ha annunciato, proprio ieri, di voler investire 620 milioni in un nuovo impianto a Chattanooga, nel Tennessee. Lo stabilimento, che sarà operativo nel 2011, produrrà 150mila veicoli l’anno. Il gruppo di Wolfsburg, che ha programmi ambiziosi (vendere negli States 800mila auto entro il 2018), si unisce in questo modo alle rivali Mercedes e Bmw che da anni producono in Usa, con l’intenzione di aumentare – viste le circostanze di cambio favorevoli – le rispettive capacità.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276396
La Commissione europea ha inviato nei giorni scorsi una lettera al governo italiano per chiedere alcuni chiarimenti sulle recenti modifiche apportate alla riforma Gasparri sulle frequenze televisive. Lo afferma Johnatan Todd, portavoce del commissario Ue alla concorrenza, Neelie Kroes. In pratica – ha spiegato il portavoce – si tratta di un questionario fatto di venti domande, tra le quali quella in cui si chiede se siano state adottate misure per porre fine all’autorizzazione di trasmettere in tecnica analogica per quelle reti che non sono titolari di una concessione analogica, vedi Retequattro. Nella lettera inviata dai servizi del commissario Kroes – ha spiegato il portavoce – si ribadisce la necessità di attuare la sentenza della Corte Ue di giustizia che il 31 gennaio scorso ha già condannato Roma, definendo il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive previsto dalla Gasparri «contrario al diritto comunitario», perchè «non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi e trasparenti». Per questo nel questionario inviato a Roma dai servizi della Kroes si chiede di spiegare in maniera dettagliata alcuni aspetti delle modifiche recentemente apportate alla Gasparri. Quelle contenute nell’emendamento sul sistema televisivo inserito nel decreto per l’attuazione degli obblighi comunitari approvato all’inizio di giugno. La Commissione Ue vuole infatti capire se le irregolarità nell’assegnazione delle frequenze sono state sanate o se vi sono ancora norme che violano le regole europee.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76677
Milano, si ricomincia: in 500 al primo girotondo
Giugno 28, 2008
Il palazzo di Giustizia di Milano Più di cinquecento persone, per manifestare contro le nuove leggi vergogna volute dal governo di Silvio Berlusconi. Ieri, nel tardo pomeriggio, in una Milano preda del caldo africano, si sono trovate davanti al palazzo di giustizia, dando un nuovo segnale contro quanto si prepara, in materia di giustizia, nel parlamento italiano. Nel mirino dei manifestanti soprattutto le leggi che vogliono limitare l’uso delle intercettazioni e la Schifani bis, o «salva premier», che punta a mettere al riparo Silvio Berlusconi dagli effetti del processo Mills. L’appello era stato lanciato dal «Comitato milanese per la legalità» e dall’esponente del pd meneghino Nando Dalla Chiesa. Al presidio erano presenti anche esponenti di alcuni partiti, come Rifondazione Comunista, Sinistra Europea, Sinistra Democratica, Italia dei Valori, Verdi, Dalla Chiesa ha spiegato che il presidio di ieri «non è una ripetizione di cose già viste, ma una risposta della gente che spinta dall’indignazione civile ha aderito al nostro appello. È stata una bella manifestazione proprio perché artigianale, con cittadini che si sono riconosciuti nello slogan ‘noi facciamo da soli’ ed hanno dato un segno tangibile di impegno, nonostante il giorno feriale ed il gran caldo». Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi, ha detto che «la manifestazione è prima di tutto un’ utile risposta civile alle iniziative del governo che mettono in crisi, per l’ennesima volta, l’amministrazione della giustizia nel nostro paese.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76553
Roma, Veltroni ad Alemanno: «Il ‘buco’ una bufala mediatica»
Giugno 28, 2008
«Quello del ‘buco’ del comune di Roma è una delle più grandi bufale mediatiche costruita per esclusivo motivo politico». Dopo molti giorni di polemiche accese, l´ex sindaco di Roma e leader del Pd Walter Veltroni, interviene su accese ripetute di Alemanno e Berlusconi circa il bilancio lasciato in Campidoglio. «Ho atteso che i fuochi di questa polemica si spegnessero da soli, ma alcuni giorni fa si è varcato il limite con il presidente del Consiglio e senza una risposta dell’amministrazione capitolina in difesa della città», ha detto Veltroni. «Se si vuole attaccare una persona – ha aggiunto Veltroni – allora ero sindaco e oggi capo dell’opposizione, lo facciano pure, ma se si attacca una città alla quale ho dedicato sette anni della mia vita, allora la cosa cambia segno. Non posso accettare che il nome di Roma venga messo in discussione per polemiche politiche costruite su una invenzione pura». Veltroni ha sottolineato che l’ex assessore al Bilancio Marco Causi «si è sforzato di spiegare come stavano le cose. Ma in questo Paese chi urla è più forte rispetto alla concretezza e alla razionalità». «Il debito pubblico non è un buco. È uno stock che si accumula anno dopo anno in relazione ai mutui e ai titoli che l’amministrazione contrae. In Italia è di 1.596,7 miliardi di euro e la quota del Comune di Roma è pari allo 0,43%», ha detto l’ex sindaco di Roma.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76568
La Corte dei Conti: «Meno spese o niente calo delle tasse»
Giugno 28, 2008
Italia sprecona nella relazione sul rendiconto generale dello Stato diffusa dalla Corte dei Conti. A differenza di Germania e Francia, ha ‘disperso’ nella spesa pubblica il bonus di 70 miliardi che aveva risparmiato aderendo all’euro. «L’euro ha consentito al nostro Paese di ridurre il peso della spesa per interessi sul Pil di più di quattro punti (poco meno di 70 miliardi di euro», ha spiegato il relatore della Corte, Fulvio Balsamo. Ma, mentre Germania e Francia hanno ridotto la spesa corrente (rispettivamente di 3,6 punti e di 0,7 punti), «in Italia la spesa corrente primaria e cresciuta di 1,5 punti» e molto più della metà dell’intero bonus dell’euro «è stato disperso in incrementi della spesa pubblica complessiva, anziché per alleggerire il fardello del debito pubblico».
La spesa pubblica italiana va ridotta nei «grandi comparti», con regole rigide che la mantengano «su tassi di incrementi inferiori al tasso di crescita del Pil» altrimenti c’è il rischio di «dover necessariamente rinunciare al progetto di allentare gradualmente la pressione fiscale, il cui anomalo livello non è privo di implicazione negative sullo sviluppo delle attività produttive e sulla allocazione dei fattori della produzione».
Ma la Corte dei conti esprime anche un giudizio positivo sulla «ininterrotta crescita delle entrate finali (soprattutto tributarie)», il cui miglioramento «è sicuramente riconducibile anche al recupero di consistenti basi imponibili tradizionalmente erose, eluse o evase».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76614
Contro la Costituzione
Giugno 28, 2008
Bene hanno fatto il capo dello Stato e il vice presidente del Csm a precisare che al momento non esiste alcun parere dell’organo di autogoverno della magistratura sulla costituzionalità delle norme blocca-processo. La forma ha una sua rilevanza, ma non può alterare la sostanza; e sul piano della sostanza non vi è dubbio che l’aggiunta al decreto sulla sicurezza di una norma blocca-processi presenta profili di incostituzionalità, solleva interrogativi sul ruolo dei presidenti delle Camere, e appare politicamente dirompente.In primo luogo applicandosi solo ai procedimenti prima del 2002, il blocco contrasta con il principio di eguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione discriminando tra ipotesi di reato identiche sulla base della mera data di avvio del relativo procedimento penale. Irragionevole appare in ogni caso il riferimento temporale adottato. Non solo meglio sarebbe stato sospendere quei processi ove la eventuale condanna sarebbe comunque coperta dal recente indulto, ma più logico sarebbe stato semmai accelerare anziché bloccare i processi più datati e quindi più a rischio di prescrizione, ritardando piuttosto i più recenti per i quali la prescrizione è più lontana. Né si dica che, essendo sospesa la prescrizione, la situazione dei processi bloccati non muterebbe. Alla loro ripresa, infatti, molti collegi giudicanti potrebbero dover essere ricostituiti per intervenuti trasferimenti o pensionamenti, con il conseguente ripartire da zero del processo e un altrettanto conseguente garanzia di impunità.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76548
Solstizio d’estate, in 30 mila a Stonehenge con corni e tamburi
Giugno 28, 2008
Ventuno giugno, primo giorno d’estate, e per il solstizio druidi e celebranti vari si sono riuniti a Stonehenge, grandioso monumento preistorico in Inghilterra, a celebrare il giorno più lungo dell’anno in quello che è divenuto ormai un appuntamento tradizionale. Suoni di corni hanno festeggiato la nascita del sole del solstizio d’estate quando in Italia erano le 5.58. Peccato che le nuvole, nel cielo inglese, impedissero la visuale.Secondo la polizia circa 28.000 persone hanno compiuto il viaggio fino a Stonehenge; ci sono stati alcuni arresti per furti e ubriachezza molesta. Molte migliaia in più hanno seguito l’evento sul sito web di Stonehenge.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76487